INCONTRO DI SPIRITUALITA’ DEL 24 FEBBRAIO 2019

COME PORTARE IL VANGELO AI GIOVANI DI OGGI

SFIDE DELL’EDUCAZIONE (P. BERGOGLIO)

–       Risvegliare il sentimento del mondo e della società come casa. Educazione “per abitare”…Ampliare gli orizzonti per vivere insieme.

–       Accogliere e celebrare le diversità ci arricchisce (alle varie alleanza di Dio…) e crea un futuro insieme come popolo. “E’ nostra umile convinzione che il divino e l’umano si incontrino nel più piccolo dettaglio della veste senza cuciture della creazione di Dio” (El.Es.)

–       Affrontare il cambiamento antropologico…partire sempre dal concreto, dalla persona che hai davanti con la sua storia.

–       L’inquietudine come motore educativo. L’educazione non è un passaggio di scatole. L’unico modo per riguadagnare l’eredita dei padri è la libertà. Ciò che ricevo è mio solo se attraversa la mia libertà. E non c’è libertà se non attraversa la mia inquietudine.

–       Abbiamo un cuore abbastanza aperto da lasciarci sorprendere ogni giorno dalla creatività di un bambino?…La strada della ricerca aiuta a formare una personalità adulta capace di scelte.

–       Non maltrattare i limiti. Riconoscere le diversità e anche i limiti e…dare fiducia.

–       La mancanza di padri capaci di narrare sogni non permette ai giovani di avere visioni (Gioele 3,1)…

–       Tramite il dialogo spunta il coraggio verso utopie del futuro.

 

Profezia di Paolo VI: “avremo nella vita della Chiesa un periodo di maggior libertà, cioè di minori obbligazioni legali e minori inibizioni interiori. Sarà ridotta la disciplina formale, abolita ogni arbitraria intolleranza, ogni assolutismo. Sarà semplificata la legge positiva, temperato l’esercizio dell’autorità, sarà promosso il senso di quella libertà cristiana che tanto interessò la prima generazione dei cristiani, quando si seppe esonerata dall’osservanza delle legge mosaica”.

 

Il profeta sia volto al futuro, ma rispecchi la realtà e i suoi tempi; l’apparato istituzionale sia pure rivolto al passato, ma non si opponga troppo al regno di Dio che viene.

(Elogio del nostro tempo – Silvano Fausti pag.105)

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